Dessert, Piccola pasticceria, ricetta, Ricette di Sicilia

Paste di mandorla

Il mandorlo è albero dalla storia millenaria e il suo arrivo in Sicilia si perde nella notte dei tempi ma forse in forma selvatica era pianta autoctona dell’isola. Non si sa bene neppure quando la mandorla dolce sia giunta per la prima volta in trinacria, forse fu importata dai fenici o forse l’abilità dei contadini siciliani riuscì in epoche remote a domare la pianta selvatica in maniera del tutto autonoma. Sta di fatto che questo grosso seme è diventato ingrediente indispensabile per le realizzazioni della pasticceria isolana. Paste, biscotti, frutta Martorana, latte di mandorle e granita sono solo alcuni dei nomi che mi vengono in mente, ma poi sotto forma di pasta reale la troviamo nella cassata o come crema si ripresenta in molteplici torte o crostate che la mente laboriosa dei pasticceri siciliani non finisce mai di immaginare e sfornare. Quando però si nominano i “Past’i mennula” si intendono questi pasticcini dalla superfice ricca di crepe e ben ricoperta di zucchero a velo, guscio appena croccante che racchiude un cuore di morbido e dolce impasto di mandorle. Se volete ottenere un buon risultato cercate per quanto possibile di non acquistare farine pronte (anche se in giro qualche busta di buona qualità si riesce a scovare) e di procurarvi delle mandorle di Avola sbucciatele in acqua calda e date un’asciugatina in forno poi frullatele con lo zucchero in modo da ottenere una farina di base il più raffinato possibile e dal sapore netto. Chiare d’uovo, miele e zucchero sono il resto degli ingredienti che occorro, poi un po’ d’olio di gomito per impastare, quindici minuti di forno e i pasticcini sono pronti. C’è chi aromatizza con pochissima polvere di cannella o buccia grattugiata di limone ma io preferisco lasciare l’impasto in purezza però si sa che tutti i gusti sono gusti.

 pasta di mandorla

Paste di mandorla.

Per dieci biscotti del peso (da cotti) di 50-60 g l’uno: 250 gr di mandorle pelate o egual peso di farina di mandorle, 220 g di zucchero semolato tipo Zefiro, 20 g di miele d’acacia, due- tre albumi d’uovo, 1 goccia d’essenza di mandorle(se necessaria), zucchero a velo qb.

 

Partendo dalle mandorle con la pellicina fatele bollire un paio di minuti in modo da eliminarla facilmente poi asciugatele con un panno e mettetele in forno a 100°, per pochi minuti in modo da eliminare l’umidità residua senza tostare. Frullatele con un frullatore assieme a metà dello zucchero fino a ottenere una farina fine. A questo punto unite il resto dello zucchero, il miele, e gli albumi. Impastato bene fino a ottenere una massa che mantenga la forma data. Un accorgimento, non unite tutta chiara d’uovo in un colpo ma andate aggiungendo via via che impastate in modo da utilizzare la giusta quantità. Se volete aromatizzare con cannella o buccia di limone uniteli ora all’impasto. Solo se necessaria una goccia d’essenza di mandorle.

paste di mandorla

paste di mandorla

Coprite il piano di lavoro con abbondante zucchero a velo, staccate pezzi d’impasto sui 50 g, passateli nello zucchero e date la forma che più vi aggrada, tondi, ovali a s insomma fate voi a vostro gusto l’importante siano che siano ben ricoperti dallo zucchero a velo.

paste di mandorla

paste di mandorla

Posateli su una placchetta rivestita di carta forno ben distanziati uno dall’altro in modo che anche i bordi possano prendere calore e infornate a metà altezza a 200° non ventilato, caso mai la ventilazione accendetela per pochi minuti a fine cottura se faticano a colorare. In tutto passeranno quindici minuti….minuto più minuto meno. Durante la cottura non girateli sono fragilissimi e quando sfornate lasciateli freddare prima di toglierli dalla placca in modo che diventino maneggiabili indurendo in superficie.

paste di manbdorla

 

Io li servo come fine pasto quando sono ben raffreddati.

paste di mandorla

Una malvasia passita come questa bottiglia di Ben Ryè è la scelta migliore per accompagnarli.

paste di mandorla