Le buone bottiglie, Vini

Ben Ryé – Passito di Pantelleria – Donnafugata – Marsala(TP) – Italia.

Ben Ryé

Il nome Ben Ryé in arabo significa figlio del vento ……ma questo vino nasce anche dal sole, dalle scarse piogge, dai terreni vulcanici dell’isola e da una viticoltura eroica che per secoli ha creato terrazzamenti e le classiche conche attorniate dai muretti a secco, perché questo padre capriccioso che costantemente spira dal mare rischia di danneggiare i piccoli grappoli di Moscato d’Alessandria in crescita.

 

Sono viti coltivate ad alberello ma potato basso e dal tronco contorto che certamente identificano come vuole il disciplinare D.O.P. un territorio ma anche una storia, una specifica cultura e rappresentano gli sforzi di generazioni compiuti per rendere produttiva una terra arida e sassosa. Queste piante col loro peculiare aspetto, modo d’allevamento e potatura son così caratteristiche da meritare il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità.

Ben Ryé

Versato nel bicchiere il Ben Ryé è di colore oro ambrato, denso alla mescita per l’alto grado di consistenza e dotato di brillanti sprazzi luminosi.

Ben Ryé

Al naso il Ben Ryé assale inizialmente con una lieve alcolicità poi è tutto un affastellarsi di profumi di frutta a polpa gialla albicocca e pesca, uva passa, miele d’agrumi, fichi secchi, erbe aromatiche e sbuffi minerali in un susseguirsi di sensazioni olfattive che paiono non finire mai.

Il palato gode nel vero senso della parola di tutto quello che l’olfatto ha disvelato e viene avvolto da questa calda e morbida onda di sapori dove dolcezza, sapida mineralità e freschezza acida si compenetrano donando a questo passito equilibrio, buona eleganza e lunghissima persistenza gustativa.

Gli abbinamenti sono scontati… pasticceria siciliana in primis quindi cannoli, cassata con farcia di ricotta arricchita di canditi e gocce di cioccolato, paste di mandorla, colorata frutta martorana, crostate con marmellata anche se per me servito sui 14°resta da assaporare come solitario fine pasto. Anzi ancora meglio lo apprezzo come vino da meditazione perché bere un vino così non è solo piacere ma a saperlo ascoltare è anche un tuffo nella storia e fa riflettere.

Provatelo con:

Mezzelune alle mandorle profumate d’arancio

Ben Ryé